Assicurazione terremoto: nel 2012, chi se lo aspettava?

ll 20 e 29 maggio 2012 la città di Ferrara ha tremato, insieme a una vasta area dell’Emilia Romagna, lasciando un segno indelebile nelle nostre vite. Oltre a case, centri storici, chiese, fabbricati, il terremoto ha mandato in pezzi anche la convinzione diffusa che questa porzione di territorio fosse immune dal rischio sismico

Nonostante rilevamenti e testimonianze storiche suggerissero prudenza, pressoché nessun edificio era in quel momento coperto da un’assicurazione terremoto. Disorientate, stordite dal dolore e dallo spavento, le persone si sono trovate a fare i conti con una realtà inaspettata. 

Cosa successe in quell’occasione? Quale aiuto concreto offrì al territorio l’Agenzia Assicurativa Generali di Ferrara? Riviviamo quei giorni nelle parole del nostro Agente Michele Poccianti.

20 maggio 2012: così crollarono le nostre certezze

È una notte di primavera. Stiamo tutti dormendo quando un rumore profondo si sprigiona dalle viscere della terra fino ad arrivare con un sordo boato a fare tremare le nostre case dalle fondamenta. 

136 interminabili secondi nel buio. Lo spavento è immenso, fuori misura. Quadri, vasi, mobili intorno a noi iniziano a cadere uno dopo l’altro, come scagliati via da una furia fuori controllo.

Ci scaraventiamo per strada scavalcando comignoli e cornicioni frantumati sui marciapiedi, peraltro difficili da scorgere con la maggior parte delle linee elettriche interrotte

Nella disgrazia, fortuna ha voluto che la scossa avvenisse di notte, quando la maggior parte di noi era a letto. Ci fossimo trovati a camminare per strada, la tragedia in termini di vite umane sarebbe stata incalcolabile.

Era il 20 maggio 2012. Uno spavento che si è ripetuto successivamente il 29 maggio e poi in una coda di scosse di minore entità che si sono protratte per un arco di tempo che ci è sembrato infinito.

Il sisma si è rivelato un evento distruttivo per molti fabbricati civili e pubblici, nonché per molti monumenti appartenenti al nostro patrimonio artistico e religioso, con un’incidenza particolarmente rilevante nella cosiddetta “zona del cratere”: Ferrara, Modena, Reggio Emilia.

Seri danni si sono registrati nella città di Ferrara, lasciando molte costruzioni inagibili, nonché palazzi storici, edifici scolastici, università, ospedale seriamente compromessi. Circa 8.000 le abitazioni risultate gravemente danneggiate, con 1135 sfollati.

Come dimenticare? Chi cancella quel trauma dai nostri ricordi? 

Il sisma del 2012 ha colto tutti di sorpresa.
Oggi che lo sai, tutelati per tempo.

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Rischio sismico a Ferrara: la storia insegna

Quella che chiamiamo Pianura Padana, in realtà pianura lo è solamente in superficie. Questo bacino nasconde infatti nelle sue profondità la parte frontale di due catene montuose di opposta convergenza: l’Appennino settentrionale e le Alpi meridionali. Un assetto geologico fatto di dorsali, pieghe e accavallamenti in continuo movimento fa della nostra zona un’area ad elevato rischio sismico.

Numerosi e frequenti sono i terremoti che hanno colpito Ferrara in passato. Eventi sono stati registrati nel 1222, 1346, 1504, 1511, 1561, 1695, 1787, 1796. Solo per citarne alcuni.

Epocale fu quello che tra il 1570 e il 1574 colpì la nostra città ripetutamente con effetti distruttivi, arrivando a compromettere politicamente il futuro stesso della dinastia degli Estensi e contribuendo al lungo declino di Ferrara, che durò fino al XIX secolo.

Circa il 40% delle abitazioni furono danneggiate, quasi tutti gli edifici pubblici e le chiese registrarono crolli parziali, lesioni e sconnessioni delle strutture portanti. Il Castello Estense, sede del ducato, divenne inagibile. Il palazzo della Ragione crollò parzialmente. Il palazzo vescovile fu distrutto. 

Terrorizzati, 11.000 abitanti – un terzo della popolazione – abbandonarono definitivamente la città. L’architettura porta tutt’oggi le cicatrici di quel periodo funesto: le scorgiamo nelle bretelle e aste di ferro poste a rinforzo delle pareti danneggiate, così come nelle molte finestre tamponate con pietre e calcestruzzo per migliorare la stabilità delle facciate danneggiate.

Non solo. Per quanto riguarda il territorio, già allora furono registrati i primi episodi di liquefazione del suolo

Il corso del fiume Po, a causa del sollevamento del suolo, cambiò addirittura il suo corso, spostandosi dalle Valli di Comacchio all’odierno delta. 

H.J. Helden – Ferrara distrutta dal terremoto del 1570

Michele Poccianti: il ricordo di quei giorni

 “Michele, in quel maggio di 10 anni fa lei si è trovato in prima linea insieme ai suoi collaboratori di Assicurazioni Generali nel fronteggiare l’emergenza terremoto. Cosa ricorda di quei giorni?”

“La scossa di terremoto è avvenuta nella notte tra il sabato e la domenica. Immediatamente, il lunedì mattina, io e i miei collaboratori ci siamo recati di persona nei luoghi colpiti, per offrire un supporto tempestivo ai nostri assicurati.

Quello che vidi rimarrà per sempre indelebile nei miei ricordi. Aziende collassate, ripiegate su sé stesse. Uffici sospesi collocati ai piani più alti, visibili dall’esterno senza più un muro a proteggerli. Scrivanie, computer, archivi: tutto ricoperto di detriti. Macchinari sepolti all’interno dei reparti produttivi.

I dipendenti fuori, in lacrime. Qualcuno, sopraffatto dall’incredulità, veniva bloccato mentre cercava di avvicinarsi per riprendere oggetti personali o documenti importanti all’interno di quegli edifici, crollati insieme a ogni certezza. 

Sono momenti in cui prendiamo coscienza della nostra vulnerabilità. In cui tutti sentiamo il bisogno di stare uniti e di sorreggerci a vicenda. Così abbiamo fatto anche noi,cercando di stare vicini alle persone, offrendo supporto immediato, assistenza e guida sui passi da compiere.”

Michele Poccianti – Agente presso Giovecca,  Ag. Generali Ferrara

Come fronteggiò l’emergenza terremoto l’Agenzia Assicurativa Generali di Ferrara?

“La prima cosa da fare era capire chi fosse realmente assicurato contro questa evenienza. Poiché davvero in pochissimi ravvisavano la possibilità di un sisma a Ferrara, non tutti erano nemmeno consapevoli di avere stipulato o meno un’assicurazione terremoto. Un’incertezza che aumentava ancor più il panico. 

Per questo motivo, subito dopo la scossa, molti nostri assistiti hanno iniziato a chiamarci nella disperazione chiedendoci di verificare la loro situazione assicurativa. Le telefonate non si contavano.

La realtà è che la maggior parte delle case, condomini o aziende che hanno potuto fruire delle garanzie assicurative in quel 2012, lo hanno potuto fare grazie alla nostra iniziativa di includere l’estensione terremoto tra le coperture al momento della stipula. Si tratta di quegli assistiti che ci hanno accordato piena fiducia nella fase di valutazione dei rischi e nella scelta delle tutele da sottoscrivere. 

I ringraziamenti che provennero quell’anno dai nostri assicurati per la lungimiranza dimostrata dai nostri consulenti e per il supporto da noi fornito nel momento dell’emergenza sono tuttora per me motivo di grande emozione, se non di commozione. Credo sia questo il compenso più grande per chi fa il mio lavoro. 

Purtroppo però per molti non è stato così. In pochissimi, soprattutto tra i privati, si erano protetti contro una tale evenienza. A ciò si somma il fatto che un numero contenuto di costruzioni abitative era progettato e realizzato con accorgimenti antisismici.”

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Perché molti ferraresi non avevano provveduto a un’assicurazione terremoto?

“L’approccio di molti nei confronti delle polizze è quello di cercare di spendere il meno possibile e restringere al massimo le coperture, ritenendo siano soldi buttati. L’assicurazione viene vista quasi come un extra, quando invece dal nostro punto di vista è essenziale per la nostra serenità e per il nostro portafoglio. Quando il sinistro avviene, purtroppo non c’è più nulla da fare.

Pensiamo al paradosso: in Italia circa il 70% delle persone ha una casa di proprietà. Non è lo stesso all’estero, dove questa percentuale è molto inferiore. Di questo 70%, però, in pochissimi assicurano il loro bene. Addirittura, nel caso delle amministrazioni condominiali, il rinnovo della polizza assicurativa è uno tra i primi impegni a saltare, in caso di mancanza di liquidità. Quello che avviene spesso in caso di inquilini morosi, con conseguente esposizione al rischio per tutti i condomini. 

Per questo, educare alla sicurezza fa parte del nostro lavoro ed è il primo dei nostri obiettivi.

Fino al 2012, assicurarsi contro il terremoto, così come tutelarsi contro altri possibili eventi catastrofali, era in linea di massima appannaggio delle aziende.

Fenomeni atmosferici eccezionali come inondazioni, alluvioni, allagamenti hanno un’incidenza importante a livello di impatto nella vita delle persone. Eppure raramente vengono presi in considerazione dal privato.

È nella natura umana la tendenza a pensare che situazioni estreme non possano capitare proprio a noi. 

Le frasi che sentiamo più spesso? “I casi sono rari”, “la nostra è una zona sicura”. 

Il rischio di inondazione a Ferrara? La risposta più frequente è: “Non serve. Se il Po rompe, rompe nel Polesine.”

Eppure i disastri che si ripetono in tutta la nostra penisola non fanno che allertarci sulle difficoltà della nostra terra e sull’inadeguatezza delle strutture create dall’uomo in condizioni climatiche completamente diverse nel fronteggiare calamità di entità eccezionale come quelle attuali. Quello che era stato progettato, ora non basta più

È bene prenderne coscienza e iniziare a muovere dei passi concreti per tutelarci quanto più possibile, fino a che siamo in tempo. I segnali ci sono tutti.”

Quali risarcimenti e quale aiuto concreto offrì Generali al territorio ferrarese nel 2012?

“Generali Italia liquidò all’epoca una somma pari a circa 180 milioni di euro.

Solamente al Comune di Ferrara, rappresentato dal Sindaco, Generali ha consegnato un assegno da 20 milioni destinato alla ricostruzione. 

Enti pubblici, tra cui proprio il Comune e l’Università di Ferrara, erano fortunatamente assicurati.

Un vantaggio essenziale del nostro intervento è stata senz’altro la tempestività con cui abbiamo provveduto non solo all’assistenza alle persone, ma anche al risarcimento vero e proprio. 

Nel mese dicembre dello stesso anno, i nostri assicurati potevano già disporre della liquidità necessaria per dare seguito immediato alla ricostruzione e tornare rapidamente alla normalità.“

Quali sono i vantaggi offerti da un’assicurazione terremoto? Non basta l’aiuto dello Stato?

“Per un cittadino, per un’azienda o per un’istituzione sottoscrivere un’assicurazione terremoto significa avere:

    • assistenza e guida immediata sul da farsi quando succede l’evento
    • un indennizzo garantito
    • risarcimenti rilasciati in tempi ragionevoli

 

La tempestività con cui abbiamo liquidato i sinistri ai nostri assicurati per i danni subiti in occasione del 2012 ha dato loro quella tranquillità finanziaria necessaria per potere rimettere in pista tutto, molto prima di ricevere un contributo dallo Stato. Che poi è arrivato, parzialmente e dopo due anni. 

Attendere che sia l’assistenza pubblica ad aiutarci è un approccio illusorio: le risorse dello Stato sono limitate. Non ce n’è per tutti.

Come avrebbero potuto ripartire le nostre imprese senza un sostegno economico immediato?

Il vantaggio che il risarcimento di una compagnia assicurativa ti offre è anche quello di potere cogliere l’occasione per implementare delle migliorie costruttive, come ad esempio orientarsi verso nuovi materiali più prestanti, con uno sguardo verso il futuro.”

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Cosa copre l’assicurazione terremoto e cosa fare per ottenere il risarcimento?

“Come per tutte le altre evenienze, anche in caso di evento sismico il nostro intervento è immediato.

Sono sufficienti due righe scritte con apertura di sinistro per aprire la pratica e assegnarla a un perito, che tempestivamente si reca sul luogo per scattare foto e fare rilievi. In questo modo, il nostro assistito può velocemente procedere alla fase successiva di ricostruzione.

Nel caso del terremoto del 2012 abbiamo lavorato a stretto contatto con Belfor, azienda internazionale leader nel risanamento post-sinistro. Grazie al loro intervento, fabbricati, case e siti vengono bonificati e ripristinati in tempi rapidissimi, contenendo così il danno e consentendo subito il ritorno alla normalità. 

Un modus operandi che Generali Italia e Belfor condividono, alla base dell’ottima sinergia che si è venuta a creare in quella fase di urgente ricostruzione.

Tutte le spese necessarie alla demolizione, allo sgombero e al trasporto in discarica dei detriti causati dal terremoto, nonché i costi relativi alla rimozione e ricollocamento dei contenuti sono stati coperti dalla nostra assicurazione.

Tra le garanzie accessorie che offriamo con l’assicurazione terremoto vi è anche la possibilità di ricorrere a un alloggio temporaneo, tramite il riconoscimento di un’indennità diaria. Nel 2012, questa estensione coprì prevalentemente i costi di delocalizzazione aziendale, di cui hanno potuto beneficiare tutte quelle imprese le cui sedi erano divenute inagibili.”

Quanto costa un’assicurazione terremoto?

“Sono diversi gli elementi che concorrono alla definizione del premio assicurativo. Per citarne alcuni: l’ubicazione dell’immobile, la metratura, l’età della costruzione, la tipologia, il numero di piani. 

Incide sicuramente in maniera determinante il fatto che l’edificio sia stato costruito o adeguato alle norme sismiche vigenti.

Ricordiamo che la polizza terremoto è detraibile dalle tasse nella misura del 19% in fase di dichiarazione dei redditi. Un incentivo alla sicurezza.”

Quale è il consiglio che può dare a tutti per affrontare al meglio i rischi?

“A fronte del verificarsi di disgrazie come questa, l’impatto a livello emotivo è fortissimo, anche per noi assicuratori. Alla base del nostro lavoro c’è la volontà di tutelare le persone contro ogni evenienza, fornendo laddove possibile dei veri e propri servizi di prevenzione

L’utente potrebbe pensare che per le assicurazioni sia conveniente evitare che le cose succedano, per non trovarsi nella condizione di dovere poi pagare i dovuti rimborsi. Ma non conviene forse a tutti evitare che i drammi accadano, obbligandoci a porvi rimedio? 

È vero: noi assicuratori pagheremo di meno se il sinistro non si verifica, ma alla persona non succede niente. Sembra poco? Ricordiamoci sempre che se i danni economici sono risarcibili, se anche gli oggetti si riparano, i traumi a livello personale, purtroppo, non li ripara più nessuno. Il tempo perso, le ansie che ti sono venute, gli incubi che ti porterai dietro.

Lo stesso vale in tutti i rami assicurativi: furto, incendio, salute, solo per fare degli esempi.

In tutte le nostre soluzioni, l’accento è sempre posto sui servizi di prevenzione e assistenza, per evitare sinistri e offrire gli strumenti – anche tecnologici – che permettano di cogliere i segnali per tempo, evitando il verificarsi del peggio. 

Generali pone grande attenzione alla tutela delle persone: per questo il focus delle nostre proposte è sempre più orientato a sollevarle dai problemi, piuttosto che non a cercare di porvi rimedio.

L’Italia è regione di alluvioni, terremoti, dissesti geografici. Cerchiamo di ricordarlo anche quando non succede niente.

La prossima volta sarà tra 500 anni?
Ce lo auguriamo tutti, ma nel caso in cui non lo fosse…

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